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Franca Schininà
inizia ad operare in fotografia nel 1980.
In seguito frequenta un corso condotto da Giuliana Traverso sul tema
"Psicologia nella fotografia" e un corso con Leonardo Freed.
La sua ricerca fotografica, così, sfocia in un primo, e non ultimo,
reportage neorealista di grande drammaticità.
Uno dei lavori più interessanti dell'autrice è il reportage sugli
ospedali psichiatrici, poiché entra tra i reietti, gli esclusi, e i
vecchi disadattati, con una tale compenetrazione da lasciare il segno in
chi guarda le sue immagini.
Di pensiero cosmopolita, la Schininà va in tuguri, in ghetti, lungo
strade interminabili, tra dune desertiche, nelle foreste per trovare
l'Uomo nella sua essenza.
Nel 1982 espone a Ragusa la sua prima mostra personale in occasione della
"Giornata della donna".
Nel 1985 presenta nella stessa città, e poi a Modica, la personale
"Emarginazione e solitudine", seguita nel 1986 a Ragusa dalla
mostra "Per strada".
Presso il centro "Alfred Stieglitz" di Modena nel 1987 presenta
"Il presagio", e ancora nel 1988 "Lungo i percorsi di noi
stessi". |

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Dopo un intenso periodo di ricerca fotografica, quale socia dell'Imago,
presenta a Palermo nel 1990 il lavoro "Partitura incompiuta"
costituito da drammatiche immagini in b/n a cui si accompagnano alcune
liriche del poeta Carmelo Arezzo di Ragusa.
"Il Diaframma Kodak" di Milano ospita nel 1991 un suo portfolio
in concomitanza con la presentazione della personale di Giuseppe Leone
"Sicilia - Vent'anni di fotografia".
Una sua immagine fotografica del Perù (1993), fa parte del patrimonio
dell'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, istituzione diventata
museo.
Nel 1994 presenta il libro e la mostra "Fin qui sei giunto":
immagini scattate nel corso di un viaggio, svoltosi in Tibet alla fine del
1991, mirato alla ricerca dell' "io".
"Gente di Fotografia" ospita, nel 1995, nella libreria Dante di
Palermo, il lavoro "Ai confini del tempo", reportage sullo Yemen, un angolo di mondo le cui origini si perdono nelle notte dei tempi.
Collabora con la Sicilia, con il Giornale di Sicilia, e
riviste varie. |

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Dalle Lofoten alla
Sicilia, dalla Patagonia all'Africa, dal Perù allo Yemen, dalla Cina al
Portogallo, al Marocco, nasce il lavoro autobiografico "Un silenzio attorno a una voce",
presentato, nel 1996 (assieme ad un diaporama realizzato con le immagini
della mostra), prima a Palermo a Villa Niscemi, poi a Catania al Teatro
Club, ed infine a Ragusa al palazzo della Provincia.
"Il
percorso di una vita,
la ricerca di una verità,
per il conseguimento di una speranza.
Lunghi attimi di silenzi solitari,
che giustificano un difficile e tortuoso cammino,
per il raggiungimento di una pace,
che spero si diffonda nel mondo".
Da più di due anni,
detto lavoro, fa parte del Circuito CIRMOF della FIAF.
Successivamente ha presentato "HARMATTAN":
circa 80 immagini, più uno splendido DIAPORAMA, realizzato seguendo,
con le sue macchine fotografiche, la scia di questo vento africano.
Nel 2002 ha realizzato per Progetto Unicef ZAMBIA, assistenza ai bambini orfani dell'AIDS il "Calendario 2002".
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