Fotografo "commerciale" suppongo sia la mia attività, fotografo di "moda" il mio interesse, fotografo di "reportage" il mio linguaggio forte, dove riesco a comunicare il meglio delle mie capacità, estetiche ed emozionali.

Questo approccio mi porta a scontrarmi con situazioni drammatiche, senza riuscire per questo, a fotografarle in modo drammatico. Quindi, esorcizzo la situazione con il "medium" che conosco meglio (la fotocamera) per rendere il tutto pulito e dignitoso.

Dopo i tanti lavori diversi, mi dedico alla fotografia da autodidatta, fino a quando, la consapevolezza dei miei limiti mi induce ad iscrivermi ai corsi dell'ex Umanitaria di Milano, dove, ottimi docenti mi permettono di "aprirmi" alla fotografia.

Nel reportage ho un approccio di contatto con le persone che fotografo (uso spesso il 24mm della nikon), quindi molto vicino, direi appiccicato. In questo servizio realizzato in Cambogia nel gennaio del 2000, ho usato la tecnica di inversione pellicola (diapositiva sviluppata in C 41).

I buoni libri di immagine e le grandi mostre, forgiano attualmente la mia visione fotografica. La frase "per professione e curiosità per ciò che è bello e brutto....fotografo" riassume bene le immagini di questo porfolio. Credo, che non esista il bello se si evita il brutto.

Questa semplice tecnica mi ha permesso (almeno spero) di rendere astratta ogni situazione e di comunicare tutta la voglia e la volontà di essere vivi, di rinascere (dopo tutto il passato "presente" dello sterminio Khmer) del popolo cambogiano.

 

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